mercoledì 26 marzo 2014

Rilettura: La Figlia della Luna di Margaret Mahy




Titolo: La figlia della Luna
Titolo Originale: The Changeover (1984)
Autore: Margaret Mahy
Editore: Mondadori - Collana "Gaia Junior"
Anno: 1990
Pagine: 214
Genere: Contemporaneo, Paranormal Romance, YA
Ambientazione: Nuova Zelanda
Collegamenti con altri romanzi: no
Livello di sensualità: solo baci

Trama: When her little brother seems to become possessed by an evil spirit, fourteen-year-old Laura seeks the help of the strangely compelling older boy at school who she is convinced has supernatural powers.

La quattordicenne Laura cerca in ogni modo di salvare il fratellino dalla possessione del malvagio spirito di un morto, che "succhia" al bimbo l'energia vitale. L'impotenza dei medici "positivisti" la fa decidere a tramutarsi in strega, per combattere ad armi pari il nemico. È una curiosa storia questa, che adotta i modi di un tipico racconto dell'orrore, e dove la scrittrice neozelandese manifesta una buona capacità di evocare con la scrittura ciò che al cinema viene affidato a ormai sofisticatissimi effetti speciali: lemuri dalle ambigue sembianze umane, possessioni ed esorcismi, orride metamorfosi, e infine un complicatissimo rito di passaggio che prende la forma di viaggio onirico, dentro e fuori di sé. Tuttavia, l'iniziazione alle pratiche magiche avviene grazie agli uffici di un ambiguo e seduttivo ragazzo-strega, cosicché, dissipato l'incubo, l'unico effetto visibile della metamorfosi è un'accresciuta sensualità della ragazza, che non considera più le avventure sentimentali della madre come una minaccia all'integrità degli affetti familiari, e non appare più insensibile alle sollecitazioni dell'altro sesso.

Ultimamente mi sento presa da un'"Operazione Nostalgia": mi piace rileggere alcuni dei miei romanzi preferiti da ragazzina. Ho iniziato con  Regina D'Amore di Willo Davis Roberts, ed ora volevo parlarvi di un libro che occupa da sempre un posto speciale nel mio cuore: La Figlia della Luna. Pur essendo un precursore di quelli che ora chiamiamo YA, questo libro è stato per me molto di più: è stato un romanzo di crescita, di formazione e di scoperte. Tralasciando l'aspetto paranormale (di per sè estremamente affascinante e attraente), la parte che mi ha da subito catturato maggiormante è la crescita e la maturazione della protagonista che passa in maniera graduale e non senza timore, dall'essere semplicemente la figlia di Kate e la sorella di Jacko all'essere la ragazza di Sorry; viviamo con Laura i timori e le preoccupazioni, divisa tra la voglia di crescere e scoprire il mondo degli adulti e la paura di lasciarsi alle spalle l'infanzia.
Laura e Sorry sono due protagonisti fantastici, inutile dire però che Sorry è il mio preferito: abbandonato da chi avrebbe dovuto amarlo, rifiutato e maltrattato da chi aveva promesso di prendersene cura a causa delle sue peculiarità, è riuscito comunque a ritrovare le sue radici e a diventare uno dei ragazzi più in vista della scuola. Sarà necessario però l'incontro e il rapporto con Laura per farlo guarire dai traumi e sopratutto dal suo blocco emotivo.
Nonostante sia uno YA con un target prettamente adolescenziale non mi stanco mai di rileggerlo, ed è una delle poche opere che rivista con gli occhi dell'adulto mi dona ancora grandissime emozioni!
Voto: 8/9

Avete letto questo libro? Vi piacerebbe leggerlo? Cosa ne pensate?

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