martedì 10 marzo 2015

Il Giorno Prima della Felicità di Erri De Luca

Titolo: Il Giorno Prima della Felicità
Autore: Erri De Luca
Editore: Feltrinelli
Anno: 2009
Pagine: 144
Genere: narrativa
Ambientazione: Napoli, Italia
Collegamenti con altri romanzi: no
Livello di sensualità: /

Trama:  Don Gaetano è uomo tuttofare in un grande caseggiato della Napoli popolosa e selvaggia degli anni cinquanta: elettricista, muratore, portiere dei quotidiani inferni del vivere. Da lui impara il giovane chiamato “Smilzo”, un orfano formicolante di passioni silenziose. Don Gaetano sa leggere nel pensiero della gente e lo Smilzo lo sa, sa che nel buio o nel fuoco dei suoi sentimenti ci sono idee ed emozioni che arrivano nette alla mente del suo maestro e compagno. Scimmia dalle zampe magre, ha imparato a sfidare i compagni, le altezze dei muri, le grondaie, le finestre – a una finestra in particolare ha continuato a guardare, quella in cui, donna-bambina, è apparso un giorno il fantasma femminile. Un fantasma che torna più tardi a sfidare la memoria dei sensi, a postulare un amore impossibile. Lo Smilzo cresce attraverso i racconti di don Gaetano, cresce nella memoria di una Napoli (offesa dalla guerra e dall’occupazione) che si ribella – con una straordinaria capacità di riscatto – alla sua stessa indolenza morale. Lo Smilzo impara che l’esistenza è rito, carne, sfida, sangue. È così che l’uomo maturo e l’uomo giovane si dividono in silenzio il desiderio sessuale di una vedova, è così che l’uomo passa al giovane la lama che lo dovrà difendere un giorno dall’onore offeso, è così che la prova del sangue apre la strada a una nuova migranza che durerà il tempo necessario a essere uomo.

Recensione di Maria:

De Luca è un compositore, questa la prima cosa che sento di scrivere.
Compone a caratteri mobili neri su fondo bianco, il duplice volto di una città, della gente che la abita, di due generazioni accomunate dalla povertà e dall'orfanezza.
È una Napoli flagellata dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, il teatro della giovinezza di don Gaetano, uomo dalla pelle “tosta”, perché “Un bambino che cresce senza una carezza indurisce la pelle, non sente niente, neanche le mazzate.
Ma c'è anche la Napoli “bella di notte”, nella quale “c'è pericolo ma pure libertà”, in cui “girano quelli senza sonno, gli artisti, gli assassini, i giocatori”. Quest'ultima, la città scenario della vita dello “smilzo”, ragazzo orfano, cresciuto da un don Gaetano che, per mestiere fa il portinaio, per dono, anticipa i pensieri di chi si trova dinanzi.
Tra una partita a scopa con la consapevolezza che “t'aggia 'mparà e t'aggia perdere”, “ devo insegnarti e poi lasciarti andare”, una pasta e patate “riposata” e l'ennesima lite di condomini desiderosi di essere ascoltati da chi sa “stare a sentire”, perché “Questa è la prima qualità di chi deve parlare”, procedono, quasi senza soluzione di continuità, i racconti di “quel corpo che si chiama popolo” che con dignità e forza riesce ad allontanare le milizie tedesche da una città che “tiene il terremoto sotto e il vulcano pronto”, e la ricerca di un giorno felice dai contorni evanescenti.
Vorrebbe riconoscerlo il giorno prima, lo smilzo, quel momento atteso. Prova a immaginarne i contorni, un segnale che possa preannunciare la felicità, “un regalo” che “ non dipende se uno fa bene il portiere e para i rigori”.
E di quel sabato mattina, il giorno prima della felicità, allo smilzo resta un naso rotto per essersi buttato tra i piedi per acciuffare una palla; della domenica, giorno felice in cui ritrova la ragazza amata e attesa, in cui ritrova la “la parte mancante che torna da lontano a combaciare”, gli resta solo un avanzo.
Questo libro è un gioiello bello da indossare in ogni occasione, in assoluto uno dei miei preferiti.
Trovo che De Luca possegga il dono, un po' come il don Gaetano del suo romanzo, di riuscire a capire in anticipo ciò che il lettore ha bisogno di trovare tra le parole dei suoi libri e da poter prendere in prestito per esprimere ciò che sente dentro ma a cui non si riesce a dare una forma. Questo, almeno, ha rappresentato per me la lettura di questo romanzo.
Voto: 10

Avete letto questo romanzo? Cosa ne pensate?

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