mercoledì 4 marzo 2015

Reperto Occasionale di Gianni Papa


Titolo: Reperto Occasionale
Autore: Gianni Papa
Editore: Autopubblicato
Anno: 2013
Pagine: 150
Genere: Contemporaneo
Ambientazione: Italia
Collegamenti con altri romanzi: no
Livello di sensualità: /


Trama: Due genitori si accorgono che il loro primo figlio è autistico. Comincia una lenta discesa nell'inferno della riabilitazione dall'autismo, dei medici impreparati e sbruffoni, delle psicologhe agghiaccianti, delle persone normali orripilanti, degli esperti, degli analisti del comportamento. Un campionario umano bellissimo, visto dagli occhi dello stesso bambino disabile, che non è mai stato così abile. Un romanzo straziante, incredibile, forsennato come una bestemmia. L'autismo come non lo ha mai raccontato nessuno!

Recensione di Maria:

«Ci siamo peeersi!»
Una delle frasi ricorrenti in questo romanzo, stereotipo ed etichetta, al tempo stesso, del tema trattato. Il romanzo narra la storia di una coppia di genitori che si perde nell'autismo del proprio figlio, e, al contempo la storia dal punto di vista del bambino autistico a cui risulta “strano” lo smarrimento di chi da fuori cerca di fargli fare cose che vanno contro le logiche della sua natura e del suo mondo. Ed è proprio lui, il piccolo protagonista a mostrarci il suo mondo:
[...] Ho imparato – poi, nel tempo – a rispondere. Ho imparato a rispondere con un nome quando mi chiedono «Come ti chiami?» e con un numero quando mi chiedono «quanti anni hai?».[...]
Tuttavia egli non comprende perché alla prima domanda si risponde sempre con lo stesso nome, mentre alla seconda, ogni tanto, si deve rispondere con un nuovo numero.
I suoi occhi ci invitano a entrare nel suo mondo, ma noi, spettatori ingombranti, possiamo raggiungerlo soltanto per un periodo molto limitato, perché pochi sono gli istanti che l'autismo concede per incontrare realmente e fino in fondo chi ne è affetto.
Tenta di farci partecipi, tra un evento e l'altro, di immagini e catalogazioni, che appaiono improvvisamente nel corso della narrazione , talvolta in maniera nitida, qualche volta in modo confuso, ma che rappresentano sempre delle autentiche rasoiate sulla tela di un quadro complesso di una famiglia in balia di una lotta perenne.
Un “bambino dai capelli rossi” ­ il fratellino minore; la “Betadyne betadyne betadyne, che bella parola”! ­ cliché di problemi che si accaniscono anche sul suo piccolo corpicino.
Attraverso la sua prospettiva assistiamo al crollo delle mura della fatiscente casa oramai icona sbiadita del voto matrimoniale dei suoi genitori; conosciamo le iniquità della burocrazia e dell’ assistenza sanitaria inadeguata e scarsa; osserviamo da vicino il vero volto di alcuni grandi luminari della scienza, che di grande, più della fama, dimostrano di avere soprattutto l'ego, a dispetto di una sensibilità quasi inesistente.
La narrazione dell’autismo, dal punto di vista dell'autismo (è sempre il bambino a raccontarci ogni cosa), è una trovata geniale da parte dell'autore, che ci fa attraversare un vissuto difficile, con mano ferma e decisa, che non stanca e che si tiene saggiamente al riparo da sentimentalismi e piagnistei.
Consiglio la lettura di questo romanzo a chiunque voglia approfondire le conoscenze delle problematiche legate all’autismo, tanto ai genitori di un figlio autistico, che potranno mettere a fattor comune le proprie esperienze con quelle narrate dall’autore, e che forse grazie a ciò si sentiranno meno soli e incompresi, tanto agli altri genitori che troveranno dei validi spunti di riflessione per arricchire il bagaglio delle conoscenze utili per crescere il proprio figlio.
Voto: 8,5

Avete letto questo romanzo? Cosa ne pensate?

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