mercoledì 25 marzo 2015

Undici Minuti di Paulo Coelho


Titolo: Undici Minuti
Titolo Originale: Onze Minutos (2003)
Autore: Paulo Coelho
Editore: Bompiani
Anno: 2003
Pagine: 266
Genere: Contemporaneo, narrativa 
Ambientazione: Brasile/Svizzera 
Collegamenti con altri romanzi: no

Trama:  "Il mio obiettivo è comprendere l'amore."
Così scrive Maria, la protagonista del nuovo, sorprendente romanzo di Paulo Coelho, all'inizio del suo diario. Maria è una ragazza del sertão brasiliano che, dopo aver incontrato un impresario teatrale sulla spiaggia di Rio de Janeiro, si lascia sedurre dal miraggio di una vita diversa. Trasferitasi a Ginevra, sfumato rapidamente il sogno di lavorare come ballerina di samba, la ragazza, con l'ingenuo cinismo di chi non ha ancora conosciuto il vero amore, affronterà la vita come un'avventura, cercando di conoscere il mondo e l'anima delle persone attraverso la lente dei fugaci incontri che la sua attività le impone, finché un pittore non saprà aprirle le porte di una nuova consapevolezza.
Dall'autore di L'Alchimista, una sconvolgente meditazione sul sesso come strumento di conoscenza e di esplorazione di sé, un meraviglioso percorso di risveglio sensuale, emotivo e spirituale.


Recensione di Maria:
 
“Avrei potuto assumere un'infinità di atteggiamenti, e invece, come la maggior parte degli esseri umani, ho lasciato che il fato scegliesse la rotta che dovevo prendere.”
Queste le conclusioni di Maria dopo aver deciso di percorrere una strada di facili guadagni, ma di difficile redenzione: la prostituzione.
Undici sono i minuti della durata media di un rapporto con un cliente, undici, i minuti per i quali un uomo paga alla ricerca di un appagamento a cui non giungerà mai allo scadere di un tempo, parafrasi di una ricerca ben più profonda: “la ricerca della felicità”. Perché in tale ricerca si è tutti “Allo stesso livello: il dirigente- musicista, il dentista – scrittore, la cassiera – attrice, la casalinga- modella...” , e si ha tutti lo stesso denominatore comune: “nessuno è felice”.
Questo romanzo rappresenta l'unione di due realtà contrastanti e coesistenti, attuali: chi non ha niente, chi ha semplicemente poco, in termini di mezzi e cultura, è sospinto verso lo smarrimento di se stesso, tanto quanto chi ha un tutto (come il pittore famoso di questo testo) che impiega pochissimo a divenire noia e niente.
In questo scritto vedo il riflesso di una società infelice, di una gioventù senza modelli e una classe matura inghiottita dalla rassegnazione di un quotidiano fatto di responsabilità soffocanti, in cui una volta raggiunto l'apice del scala sociale, ti ritrovi comunque solo. Chi è all'ultimo scalino e chi è al primo, soffre la stessa ansia in direzioni opposte: la fatica della salita per il primo, la sconfitta per una eventuale caduta nel vuoto per il secondo.
Ogni romanzo fornisce una “chiave” diversa a seconda di chi “apre” la lettura e del bagaglio che si porta al seguito. Questo romanzo offre molteplici “serrature” a una varietà di “chiavi”; io, “spalancando la porta”, ho visto l'istantanea di una società smarrita.
Così come “Il desiderio non è ciò che vedi, ma quello che immagini.”, credo che per questo romanzo possa valere: il sentimento trasmesso da un libro, non è tanto ciò che leggi, ma quello che avresti voluto fosse stato scritto per te.
Voto: 9

Avete letto questo romanzo? Cosa ne pensate?

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